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Perché studiare ospitalità lontano dalle città

Sempre più spesso si parla del tema della vivibilità delle nostre città, dove la metà della popolazione mondiale ormai passa la maggior parte della propria esistenza, legata da affetti, lavoro, studio o presunte “comodità”. Stress, smog, traffico sono all’ordine del giorno…

Un gruppo di ricercatori tedeschi dell’Istituto Centrale di Salute Psichica dell’Università di Mannheim ha approfondito il legame tra la vita di città, l’aumentato livello di stress e lo sviluppo di psicosi attraverso le più moderne tecniche di neuroimaging. Lo studio, pubblicato su Nature, ha osservato 55 volontari provenienti da zone rurali, piccoli paesi o grandi città svolgere esercizi logico-matematici in condizioni di stress psicologico. In tutti i partecipanti sono state registrate reazioni tipiche delle situazioni di stress, come l’aumento della salivazione, del battito cardiaco o della pressione. La cosa che ha attirato l’attenzione dei ricercatori, tuttavia, riguarda un’area particolare del cervello, l’amigdala, che regola emozioni come la paura. L’attività dell’amigdala registrata durante l’esperimento è risultata essere tanto più elevata quanto più popolosa era la città di provenienza dei volontari. Ma c’è di più. Se la persona era nata e cresciuta in città, infatti, l’attività prevalente riguardava la corteccia anteriore, proprio quella responsabile delle emozioni negative. Secondo gli autori dello studio, sarebbe proprio questa maggior reazione allo stress ad aumentare i rischi di disturbi psichici. Le cause potrebbero essere molteplici, come i rumori, il sovraffollamento e l’inquinamento ma, secondo i ricercatori sarebbero le interazioni sociali tipiche delle grandi città a innescare queste reazioni.

Altri studi si sono susseguiti per approfondire l’argomento e tutti hanno dato lo stesso esito: esiste un legame tra la vita di città e l’alterazione di alcuni circuiti cerebrali che regolano la nostra salute mentale. Un gruppo di psicologi inglese, per esempio, ha condotto uno studio su oltre 2000 bambini, cresciuti in ambienti urbani e suburbani, per capire come il crescere in città possa influenzare lo sviluppo cerebrale. L’analisi ha rivelato che, all’età di 12 anni, i bambini cresciuti in città hanno il doppio delle probabilità di sviluppare delle psicosi. La causa, ancora una volta, sarebbe da ricercare non tanto nelle caratteristiche “fisiche” delle città, ma piuttosto nelle relazioni sociali che si instaurano in esse. Secondo gli psicologi, infatti, sarebbero la mancanza di coesione sociale e il numero più elevato di attività criminali le due caratteristiche urbane che maggiormanete incidono in questo rischio.

Gli studi più recenti non escludono il fatto che, al di là delle relazioni sociali, sia anche l’inquinamento atmosferico presente nelle città a influire sulla nostra salute. Secondo le analisi della Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi (SISA), basate sui dati di ISPRA Ambiente, il cuore e il cervello delle persone che vivono a Milano e a Torino invecchiano quattro volte più velocemente rispetto a quelli delle persone che vivono a Roma, città con un tasso di inquinamento medio più basso rispetto ai due capoluoghi del Nord.

Secondo uno studio dell’Università di Zurigo, condotto su 1,6 milioni di svizzeri che vivono tra i 259 e i 1960 metri di altitudine, il rischio di morire a causa di infarto diminuisce del 22% ogni 1000 metri. Gli abitanti di Davos, per esempio, sono molto meno esposti a malattie cardiovascolari rispetto a quelli di Berna. I ricercatori spiegano le differenza con fattori climatici: la migliore qualità dell’aria in montagna può avere un effetto benefico e il maggior soleggiamento favorisce la produzione di vitamina D, i cui benefici sono noti.

La controtendenza è in atto: in tanti stanno ritornando in zone di montagna per vivere in maniera più sana, lavorare bene o semplicemente “riprendersi” da un’attività quotidiana in città in certi casi al limite della follia.

Allora anche studiare in montagna, vi domanderete, potrebbe portare dei benefici alla salute e all’apprendimento? Assolutamente sì!

Ecco perché è stata scelta la località di Macugnaga (VB) per la nostra Scuola Internazionale di Management dell’Ospitalità:

  • AMBIENTE INCONTAMINATO
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